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Al Money 20/20 di Las Vegas la nuova sfida sono i millennials

Anche quest’anno sono stato a Las Vegas per partecipare a Money 20/20, l’evento più importante al mondo sui pagamenti elettronici. Mi ha accompagnato Maurizio David Sberna, membro dell’advisory board di CashlessWay, l’associazione italiana che promuove gli strumenti digitali di pagamento della quale sono presidente.
Il convegno parte mentre in Italia le prime pagine dedicano ancora ampio spazio al dibattito sul nuovo tetto al contante, che sarà portato a 3mila euro, dando così energia a molti esponenti politici che difendono ancora banconote e monetine. L’America che trovo, però, non sembra molto diversa: Cardtronics, leader negli USA per la produzione di “bancomat” con oltre 4 milioni di punti installati, dichiara che lo scorso anno i cittadini statunitensi si sono recati al “bancomat” 9,2 miliardi di volte per ritirare denaro contante, un numero che dà la dimensione di come anche nel Nuovo mondo il cash sia duro a morire.Geronimo Emili

L’evento è sicuramente interessante sebbene questa edizione non abbia offerto particolari novità rispetto a quella dell’anno passato. La crescita però in termini di partecipazione non accenna a fermarsi registrando numeri impressionanti soprattutto per noi europei: 11mila partecipanti di oltre 3mila aziende provenienti da oltre 75 Paesi, un programma di quattro giorni molto intenso dove si sono alternati oltre 550 speaker. Inoltre, prima di chiudere l’edizione 2015, Jon Weiner e Anil Aggarwal, fondatori di Money 20/20, hanno annunciato l’avvio di Money 20/20 Europe, la prima edizione europea del convegno americano che si terrà a Copenhagen dal 4 al 7 aprile 2016 con il patrocinio della Presidenza Olandese dell’UE, della Commissione europea e del Parlamento europeo. Alcune aziende italiane hanno già confermato la propria presenza come CheBanca!, Unicredit, insieme a molte startup tra cui l’italiana Satispay al fianco dei colossi come IBM, Verifone, Amazon e molti altri.

“Blockchain will fundamentally alter the financial structure” Bob Greifeld, CEO, NASDAQ

Nell’edizione 2014 ogni tanto i relatori sparavano la parola Bitcoin come un petardo per dimostrare che “stavano sul pezzo”. A Las Vegas alcuni hanno dimostrato che non sono proprio rimasti a guardare e basta: alcune istituzioni finanziarie hanno cominciato a investire in nuove tecnologie per aumentare l’efficienza dei processi tradizionali. Nasdaq per esempio ha presentato Nasdaq LINQ, una piattaforma di trading per il mercato privato basata sulla tecnologia blockchain che permette transazioni verificate dagli utenti su base continuativa. Questo consente alle aziende un’alternativa molto efficiente al processo tradizionale.

“Half of millennial would like to stop using cash” Chris Skinner

Ora vediamo come se la caveranno con la sfida dell’edizione 2015, rappresentata da un’altra parola “magica”: Millennials, la generazione Y, quel target 18-34 di consumatori estremamente digitalizzati che hanno sempre lo smartphone in mano e che sono sempre più importanti, anzi fondamentali, per il mercato dei pagamenti. Qui le cose si fanno più complicate perché mentre sul fronte dell’innovazione tecnologica le banche si sentono in una loro “confort-zone”, attrarre un target così difficile ed esigente, non sta decisamente nelle loro corde.

“Surveyed 1500 millennials on view of banking. Q1: do you use branches?  60% do but not often” Business International

E’ indubbio che il passaggio obbligato sia quello di implementare qualsiasi servizio per renderlo accessibile via smartphone e questo ormai è accettato anche da colossi come Verifone e Ingenico che hanno presentato soluzioni per i commercianti come Verifone Engage e Ingenico Connect, in grado di offrire nuove modalità di utilizzo per la gestione e progettazione di negozi on line e sicurezza delle transazioni. Ma questo è successo solo perché i leader di mercato hanno compreso quanto pericolosa sia la concorrenza con le nuove soluzioni che si stanno affermando sul mercato globale. Al grido di battaglia di “frictionless“, il mobile si è presentato come una soluzione per eliminare gli ostacoli sul percorso di acquisto e l’unico strumento in grado di convertire davvero le intenzioni di acquisto in reali transazioni: in poche parole, meno passaggi per minori fenomeni di abbandono.

Anche il mondo dell’innovazione in generale deve stare molto attento: nella zona expo c’era uno straordinario stand di UK Trade & Investment, quelli per intenderci che hanno messo in piedi il famoso distretto di East London Tech City a Shoreditch, Londra, dove il vice-console mi chiede: “Ma tu vedi qualcosa di nuovo qui?”. Ho sorriso consigliandogli di tenere molto d’occhio SixThirty, il nuovo progetto della città di St.Luis rivolto a 40 paesi per accelerare startup del fintech e che fornisce finanziamenti, supporto e ospitalità negli USA per un minimo di 3 mesi.

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Questo primo post del blog “ePayment Unite!” è dedicato a Enrico Gasperini che ci ha lasciato nella notte di giovedì’ scorso. Un vero gigante dell’innovazione in Italia. Ciao Enrico.