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Con i 3mila anche la sanzione, però!

Il 31 dicembre scade il termine di adesione alla piattaforma nodo dei pagamenti per tutte le PA (AgiD). Si tratta di un provvedimento che permetterà a cittadini e imprese di effettuare un qualsiasi pagamento verso la pubblica amministrazione e i gestori di pubblica utilità in versione elettronica.

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Difficile misurare il vantaggio che una rivoluzione simile possa generare, ma per dare un’idea della dimensione basta ricordare che il 50% dei pagamenti che un cittadino sostiene è verso il Pubblico e questo potrebbe significare un risparmio pari allo 0,3 del PIL. Il nodo dei pagamenti presenta ancora molti difetti ma è un bene che parta, anche se a scartamento ridotto, perché significa che lo Stato ha una chiara intenzione di innovare e rinnovarsi.

Se pensiamo invece al settore privato, i pagamenti elettronici non hanno mai ricevuto grande sostegno dallo Stato, né attraverso regole né attraverso un’azione cultuale. Per quanto riguarda per esempio il limite all’utilizzo del contante dal 2008 ad oggi abbiamo visto ben 5 cambi di rotta: da 12.500 euro a 5.000, poi ancora 12.500 e ancora 5.000, si scende a 2.500 poi 1.000 e ora con Renzi si risale a 3.000.

Cosa può pensare un cittadino? Perché, si potrebbe chiedere, cambiano i Governi e con loro il limite del contante? E più recentemente non c’è nemmeno bisogno che cambino i Governi perché con Renzi abbiamo registrato atteggiamenti diversi: il Ministro Padoan stesso ha dichiarato di aver cambiato idea, difatti disse nel corso del question time alla Camera lo scorso 19 novembre 2014 che “La limitazione all’uso del contante se parallelamente viene incentivata la moneta elettronica e altri strumenti di pagamento produce prevedibili effetti positivi sui consumi”.

Bene, ora abbiamo un Governo che ha riportato il limite a 3mila euro ma che di incentivi non ne ha parlato.

Ritengo che vada sostenuto il diritto di usare i pagamenti elettronici, nel rispetto di quei cittadini che intendono farlo e che sono davvero tanti. In Italia nel 2014 sono 41 milioni le persone che hanno presentato la dichiarazione dei redditi e che hanno guadagnato in media 16.213 euro; l’82% di questa cifra è dichiarata da lavoratori dipendenti o pensionati (oltre il 30%). Questi cittadini non sono interessati direttamente ai limiti sul contante perché non sono nelle condizioni né di poter evadere, né di poter acquistare abitualmente di lusso.

L’emendamento di Boccadutri alla Stabilità 2016 è invece un forte segnale che ci si augura passi così da equilibrare i piatti della bilancia. Si parla tra le varie cose di eliminare il limite a 30 euro sotto il quale di commercianti possono rifiutare il pagamento con carta e l’introduzione di una sanzione. “E’ una questione di libertà – ha detto il parlamentare PD – “Vogliamo che i cittadini siano liberi di scegliere come pagare, in qualunque situazione”.

A chi mi dice che in molti Paesi europei non c’è il limite al contante chiedo di verificare come questi Paesi trattano gli evasori. Punto.