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Alitalia gggiovane

Nell’ultimo anno la percentuale di telespettatori tra i 15 e i 19 è scesa del 15,6 per cento, mentre quella tra i 25 e i 34 perde il 9,4. È quindi un fatto che la televisione tradizionale è uno strumento per vecchi e questo lo si capisce dal palinsesto, ricco di “rotocalchi”, quiz, soap e sceneggiati.Senza voler intraprendere un’analisi, ormai scontata, sull’importanza di internet e del consumo di contenuti in streaming ma anche dei nuovi idoli dei giovani, gli Youtuber, mi chiedo per quale motivo l’investimento pubblicitario non colga ancora del tutto questo cambiamento.

Vedo in TV, comincio a invecchiare, i nuovi spot di Alitalia (qui) e dico: va bene Frizzi che si sente a casa quando vola Alitalia, tenero Cannavacciuolo che tiene alla cura dei dettagli, dolcissima l’attrice che chiude un trolley costoso, acrobatico Farinetti  (Eataly) che ci tiene al “made in Italy”, vagamente possibile la cantautrice che finalmente può andare a Los Angeles anche d’inverno grazie alle nuove rotte, ma i giovani che preparano la sacca e vanno in vacanza con Alitalia… stiamo davvero scherzando? Ma di cosa stiamo parlando? È un tentativo di comunicazione con i famosi millennial? Auguri…. perché diventare credibili con quelle persone che ormai viaggiano con uno smartphone e un passaporto, che col telefono fanno tutto, ma proprio tutto, anche pagare il cinema, non si ottiene con uno spot in tv, ma con tariffe basse, app che funziona, wifi a bordo e personale rinnovato. Tutte cose che Alitalia non solo non ha, ma che non ha ancora capito quanto siano importanti.