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Bancomat: un 50enne in ottima forma

Compie 50 l’ATM, in Italia Bancomat. Ancora troppo utilizzato nel nostro Paese solo per il prelievo di contanti.

Se è genovese la banca più antica del mondo, non poteva che essere scozzese l’inventore dell’ATM (da noi Bancomat): John Shepherd-Barron ed è morto nel 2010, non povero ma nemmeno sfacciatamente ricco, visto che non ha mai registrato la propria invenzione.

Il tipografo scozzese raccontava che l’idea gli venne un giorno in banca, costretto a lunghe code per ritirare contante e si chiese se non fosse possibile costruire un distributore di banconote, visto che ne esistevano già per il cioccolato. Detto fatto (all’epoca si poteva ancora dire): convinse la Barclays a istallare il primo ATM nel sobborgo londinese di Enfield, lo stesso dove nasce la moto RoyalEnfield, la fabbrica di armi Royal Small Arms Factory e la divina Amy Winehouse. Fu chiamato l’attore inglese Reg Varney (foto) a fare il primo prelievo, proprio 50 anni fa, il 21 giugno del 1967.

Direi che poco importa ora snocciolare tutti i numeri dei Bancomat italiani, quanti sono, quante carte, quanti prelievi e che somme… tanto si sa: l’Italia ha una infrastruttura per i pagamenti elettronici di tutto rispetto ma adora lo sportello prelievo e non quello evoluto che fa tante cose utili e veloci, ma proprio quello di John Shepherd-Barron, quello che sputa contanti e basta e ci consente di mantenere alto il nostro primato in Europa: oltre l’85% dei pagamenti sono cash con buona pace dell’ePayment.

L’augurio è che il connubio tra SIA e i 24 gruppi bancari (*) italiani sotto forma di Jiffy, sia in grado di dare una vera svolta alle abitudini degli italiani quando si tratta di pagare. Jiffy, ricordo, è quel sistema che permette il trasferimento di denaro da persona a persona in ‘tempo zero a costo zero’ attraverso lo smartphone e che, sviluppato da SIA, viene adottato dalle banche attraverso le proprie app di mobile banking. È una bella soluzione, facile, economica e veloce. Il problema è che davvero pochi, possiamo dire quasi nessuno, conosce Jiffy: la spinta all’utilizzo di questa tecnologia è ancora bassa.

Io penso che SIA abbia fatto il suo lavoro, quello cioè di abilitarci all’uso (provate ad aprire l’app della vostra banca e avrete ottime possibilità di vedere la funzionalità Jiffy) ma ora tocca alle banche convincere gli utenti a utilizzarlo. È fondamentale una spinta culturale e informativa operata sia dal pubblico che dal privato per spiegare alle persone i vantaggi di una società più cashless e siccome i vantaggi economici diretti ricadono principalmente sul settore bancario, ci aspettiamo che operazioni di comunicazione vengano promosse proprio dalle banche, nel passat0 spesso concentrate solo a spingere il prodotto solo dall’angolo commerciale.

(*) Banca Mediolanum, BNL, Banca Nuova, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Vicenza, Cassa Centrale Banca, CheBanca, Cariparma, Carispezia e Friuladria di Credit Agricole, Carige, Gruppo Veneto Banca, Hello Bank, InBank, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Sparkasse, Raiffeisen, Ubi Banca, Unicredit, Webank, Widiba, Banca Popolare di Sondrio e Volksbank.