Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
©credits

Come pagherà il Signor Hu?

La Cina guida il cambiamento cashless nel mondo e i cinesi all’estero possono usare i loro mobile wallet.

La Cina antica può vantare quattro invenzioni che hanno cambiato la storia dell’uomo: carta, stampa, polvere da sparo e bussola. Nell’epoca più recente, la Cina è diventata la “fabbrica” per eccelenza, grazie al basso costo della manodopera che ha portato il Paese a una crescita economica impressionante e a inondare tutto il mondo con i prodotti “Made in China”. E come se non bastasse, ora la competizione si sposta sull’innovazione perchè la creatività cinese è davvero in forte sviluppo e se nel passato la Cina ha copiato la Silicon Valley, ora è la Silicon Valley a copiare la Cina.

Sul fronte dei pagamenti, a un decennio dalla comparsa dei primi portafogli digitali, oggi la Cina è l’apripista tra le società emergenti cashless. Gli smartphone cinesi sono sempre più utilizzati per acquistare cibo, pagare bollette, viaggiare in autobus, investire in titoli, acquistare assicurazioni o fare beneficenza. Nelle metropoli di Pechino e Shanghai è più raro trovare qualcuno senza un mobile wallet che senza un portafoglio classico.

Ant Finance, la filiale finanziaria di Alibaba, ha monitorato 450 milioni di consumatori cinesi e ha calcolato che il 71% dei pagamenti avviene su dispositivi mobile mentre circa il 90% dei millennials cinesi utilizza mobile wallet.

Secondo un rapporto pubblicato dalla società di cosulenza Analysys, nel periodo ottobre/dicembre 2016 in Cina i pagamenti via smartphone hanno superato il valore di 12mila miliardi di yen (quasi 100 miliardi di Euro), con un aumento del 126% rispetto all’anno precedente.

Ma la Cina non si ferma mai in Cina! Le principali aziende di mobile payment Alipay e WeChat Pay si stanno facendo sentire a livello globale: WeChat Pay ha coperto più di 130mila imprese d’oltremare in 13 paesi cominciando a operare in 10 diverse valute, mentre Alipay è attiva già in 200 paesi, disponibile in 18 valute con accordi con oltre 40 milioni di aziende.

Secondo il World Travel & Tourism Council, nel 2015 i turisti cinesi hanno speso 215 miliardi di dollari durante i loro viaggi all’estero registrando in un solo anno un +53%. Questa crescita si fa sentire anche in Italia che rappresenta la 2a destinazione europea per la Cina, con oltre 3 milioni di arrivi nel 2016, e tra le prime 10 a livello globale.

Lo sapete qual è il cognome più diffuso a Milano? Hu.

Così, per dire.