Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
©credits

Cashless society e trapianto degli organi

Alibaba a supporto della Cina per superare gli Stati Uniti nel mercato dei trapianti di organi.

Entro il 2020, la Cina guiderà il mercato dei trapianti di organi abbandonando la pratica molto criticata dell’utilizzo di organi provenienti dai prigionieri giustiziati. Lo ha annunciato oggi Huang Jiefu, presidente del Comitato cinese per la donazione e il trapianto di organi, nel corso di un’intervista all’Associated Press. Il programma Jiefu sta già dando risultati: in un paese enorme come la Cina, nel 2010 le donazioni volontarie erano appena 30 mentre quest anno sono salite a 5.500 permettendo così a oltre 15mila persone di ricevere un trapianto.

L’obiettivo cinese è ambizioso perché punta a strappare il primato agli Stati Uniti, da sempre leader nel campo dei trapianti di organi con circa 28mila persone che li ricevevo ogni anno. Ma non è solo una questione di mercato, quanto piuttosto di barriere culturali perché in Cina i famigliari sono ancora in grado di bloccare una donazione anche se il donatore si è detto disponibile e i cinesi non ci pensano nemmeno a sfidare la sorte con una dichiarzione sulla patente di guida, noi diremmo “porta sfiga“.

Ecco quindi che le autorità cinesi hanno avviato una collaborazione con Alibaba, la piattaforma cinese di ecommerce, che permette una registrazione come donatore in soli 10 secondi e già 210mila cinesi hanno dato la propria disponibilità. Sono ancora pochi se rapportati a una popolazione di 1,37 miliardi di persone, ma di sicuro molti più dei soli 30 del 2010.

Parallelamente a questo la Cina sta adottando misure per eliminare il traffico di organi e il cosiddetto “turismo del trapianto”, limitando per ora i trapianti ai soli cittadini cinesi.

Guarda caso proprio in questi giorni si è tornato a parlare di trapianto della testa, progetto italiano del neurochirurgo Sergio Canavero. La tecnologia c’è manca solo il denaro e sarà proprio la Cina a finanziare la prima operazione. Il progetto “Heaven”, così è chiamato, sarà realizzato in collaborazione con il neurochirurgo Xiaoping Ren della Harbin Medical University, un’operazione di 36 ore, costo di oltre 11 milioni di euro, team composto da almeno 150 medici.