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Right to be let alone… and cashless

Quando nel 2011 cominciai ad abbracciare il lato oscuro dell’essere cashless e occuparmi di come comunicare al pubblico i vantaggi della moneta elettronica, decisi di partire raccontando quali fossero gli svantaggi del contante. Oggi, al contrario di sette anni fa, questi aspetti sono noti ai più: il contante costa, sporca, sostiene evasione, riciclaggio e criminalità in generale. Mettevo sul piatto anche quello che oggi è diventato un classico della lotta al contante, la domanda “Dimmi una ragione che sia legale e razionale per preferire il cash alla carta”. Bhè, molti rispondevano la privacy. E io ribattevo che ne avevo chiesto una che fosse legale e razionale.
Sbagliavo.

Quando si parla di pagamenti, la privacy è tutt’altro che una pruderie del consumatore, un aspetto irrazionale e naif, insomma mi era sfuggito che invece la difesa della propria sfera privata fosse ravvisabile già nei fondamenti della nostra Costituzione.
Trovare quindi un giusto equilibrio tra rispetto della privacy e lotta all’evasione e alla criminalità insita nell’utilizzo del cash era una priorità. Lasciamo stare quelli che si nascondevano dietro lo scudo della privacy ma che poi erano spesso proprio quelli che raccontavano in tempo reale la propria vita su Facebook e Instagram e che il senso dell’intimità era in realtà piuttosto debole, questo è un altro discorso.
Come si suol dire, tanta acqua è passata sotto i ponti dal 2011 in fatto di pagamenti elettronici e nel mondo della tecnologia in generale. Oggi la monetica e gli strumenti digitali di pagamento sono protagonisti assoluti della scena tecnologica mondiale. Non si contano i convegni che trattano questo argomento, sempre di più si parla di dati sensibili, semi-sensibili ma soprattutto di identità digitale. Vi consiglio una scorsa alle slide dell’ultimo intervento di David Birch al Money2020 di Las Vegas di qualche giorno fa.

Un bel passo in avanti lo ho registrato proprio ieri l’Italia perchè la Commissione Finanze della Camera ha approvato il parere Boccadutri al decreto legislativo di recepimento della cosiddetta PSD2, mettendo di fatto l’Italia in testa tra i Paesi europei in fatto di pagamenti elettronici. Questo perchè il parlamentare del PD Boccadutri ha prestato massima attenzione al problema della privacy, prevedendo maggiore tutela del consumatore rispetto ai consensi espressi alle terze parti per servizi di pagamento o di informazione sul conto, facendo un primo passo verso la creazione di una banca dati dei consensi espressi. Nel parere si chiede inoltre al governo di coordinare le disposizioni di attuazione della direttiva PSD2 con le norme in materia di tutela della privacy, tra cui in particolare quelle del regolamento europeo sulla protezione dei dati.
Oltre alla privacy, si toccano altri aspetti, uno lo trovo particolarmente interessante, quello dell’obbligo di accettazione delle carte di pagamento: l’esclusione di carburante e valori bollati. In questo modo il Mef potrà sbloccare agevolmente il testo del dm che prevede la sanzione fino a 30 euro per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o debito.
Avanti!