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No Bancomat? No party.

Oggi il Senatore Massimo Cassano (FI-PdL) ha presentato un’interrogazione al Ministro della salute. La storia: un cittadino barese è andato alla ASL, ha prenotato due radiografie per il figlio e al momento di pagare la prestazione il POS del poliambulatorio “ha rifiutato l’operazione di pagamento in quanto ha riconosciuto il bancomat della persona come internazionale, mentre la carta di pagamento della persona non è internazionale ed è utilizzata quotidianamente per acquisti e pagamenti”, spiega il Senatore. E prosegue: “la persona si è recata presso altra ASL (stazione) dove le è stato comunicato che la macchinetta per il pagamento del ticket non funzionava e che la ditta di manutenzione, essendo giorno prefestivo, non era raggiungibile”.

Il Senatore quindi chiede al Ministro di verificare a livello nazionale “se quanto accaduto a Bari rappresenti un episodio isolato oppure no e quindi di aggiornare le macchinette (sic!) per fare in modo che accettino qualsiasi tipologia di carta bancomat e di stabilire che venga offerto alle ASL un servizio di reperibilità di 24 ore su 24 durante i giorni di apertura al pubblico.

Cosa può essere successo? E’ provabile che l’utente in questione abbia provato a pagare con una carta che non si appoggiava al circuito Bancomat ma a un sistema di debito come Maestro, MasterCard Debit o Visa Debit. E qui viene fuori uno dei problemi di informazione: noi tutti siamo abituati a chiamare la plastica con i numeri in rilievo “carta di credito”, tutte le altre “prepagata” e quella che ci permette tra le altre cose di prelevare contanti “bancomat”. Punto. In realtà i sistemi che utilizzano queste carte sono tanti e può succedere che le fantomatiche “macchinette” non funzionino come ci aspettiamo.

Gli esperti del settore potranno divertirsi a leggere l’interrogazione e il modo approssimativo con cui il Senatore Cassano espone il problema del cittadino barese, però non ha mica torto:

  • le ASL accettano solo pagamenti con circuito Bancomat per questioni di commissioni e un antico problema di sicurezza contro le truffe.
  • le ASL inoltre stipulano contratti poco onerosi con le società per cui non è garantita l’assistenza 24/7, a danno, come sempre, del cittadino.

E non ha torto, il Senatore Cassano, quando scrive che “spesso i cittadini lamentano disagi e difficoltà nel rapportarsi con la pubblica amministrazione” e che “la gravosità di adempienze non (sono) sempre comprensibili (e) complicano e non agevolano la vita quotidiana”.

  • Perchè quindi non posso pagare il mio ticket con altra carta se non con il Bancomat?
  • Nel 2018 possiamo pensare che la PA italiana mi metta nelle condizioni di avere una serie di alternative al cash, funzionanti e vantaggiose?
  • Lo sanno all’AgID che molte banche non forniscono come strumento di prelievo e pagamento una carta Bancomat ma una che poggia su circuito debit?
  • C’è da parte del Governo la consapevolezza che chi maneggia i POS è troppo spesso scarsamente formato e che non è in grado di utilizzare appieno le finzioni che offre?
  • Quanti addetti pubblici conoscono ApplePay o il termine “contactless”.

E’ centrale ormai il tema della formazione, informazione e cultura dell’epayment sia come alternativa sensata e razionale al cash sia come offerta tecnologica.

A Napoli, qualche settimana fa, in occasione della quinta edizione del #NoCashTrip, pagando in un negozio attraverso ApplePay, ho lasciato così colpito il negoziante che ho dovuto aiutarlo a configurare il proprio telefono per fare altrettanto.

Questa volta anche io sono rimasto colpito.