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Pagamenti elettronici, la nuova fase.

A poche ore dal vero capodanno italiano, Sanremo, è il momento di tirare le somme anche perché siamo davvero prossimi alla nuova legislatura, forse la più rivoluzionaria dopo mani pulite. Uno dei temi più ricorrenti in questi giorni è quello della legalità e dei controlli, applicato all’immigrazione però, vedi il caso di Macerata, perché quando si parla invece di evasione, i paladini della giustizia evaporano. Il contrasto al sommerso deve in qualche modo trovare una piattaforma politica in grado trattare la materia in modo serio e concreto facendo per forza di cose ricorso allo sviluppo degli strumenti digitali di pagamento, tema trattato a livello politico negli ultimi anni quasi esclusivamente da Sergio Boccadutri (PD).

Nel 2013 stavo organizzando la terza edizione del No Cash Day proprio a Montecitorio, da lì a pochi mesi avrei costituito CashlessWay, la prima associazione in Italia per la cultura degli strumenti elettronici. Alla fine del convegno fui avvicinato da un assistente di Boccadutri per organizzare un incontro. Qualche giorno dopo conobbi il parlamentare che da quel momento in poi sposò in toto la causa della lotta al contante per sviluppare non solo una cultura, ma la sensibilità politica e l’azione normativa per allineare l’Italia agli altri Paesi europei in fatto di pagamenti. Sono passati più di 4 anni e bisogna ammettere che Boccadutri non si è risparmiato: pagamenti, finanza, telecomunicazioni, diritto d’autore, antiriciclaggio, anticorruzione e politiche fiscali, fino a portarci a essere uno dei primi Paesi europei ad aver recepito la normativa europea sui pagamenti, meglio conosciuta come PSD2.

Trattare uno dei temi più importanti per l’Italia, la digitalizzazione dei pagamenti, che poi va vista all’interno della grande famiglia della digitalizzazione in generale, decisamente fondamentale per lo sviluppo di una società moderna, è stata l’intuizione che oggi danno tutti per scontata.

Di più non si poteva fare nel senso che quello che c’era da fare è stato fatto, tutto quanto. Nulla è stato lasciato indietro e anzi, adesso l’importante è lasciare per ora le cose come stanno. Le cose principali, recepimento PSD2 e antiriciclaggio sono a posto, ora forse servirebbe vedere attuata la sanzione per chi rifiuta pagamenti col POS, rimettendo in mano al cittadino la libertà di scegliere lo strumento di pagamento preferito. Ora tocca all’industry investire, ma appunto senza strappi regolatori che creerebbero solo incertezza .

Personalmente ho sempre pensato che una rivoluzione così radicale, come quella di portare gli italiani a preferire la moneta elettronica al denaro contante si potesse fare solo attraverso un’azione congiunta tra legislatore, aziende e comunicazione. Continuo a pensarlo, anche se a volte temo sia una pia illusione che queste tre azioni siano capaci di agire in concerto. Comunque “anche libero va bene”, come diceva Tommi nell’omonimo film, quindi, terminata l’attività normativa, diamoci da fare ora.

Alla svelta però, perchè la metà degli italiani, tanto per fare un esempio, paga ancora la bolletta della luce con il bollettino alle Poste e non parlo di aree culturalmente più indietro, ma di Roma (47,73%), Firenze (45,97%), Bari (45,25%) o Milano (43,40%). Eviterei di snocciolare i soliti dati umilianti su quanto il cash prevalga ancora rispetto alle carte in generale, ma ricordiamoci che siamo tra gli ultimi in Europa per uso di moneta elettronica.

Anche l’abbassamento della soglia all’utilizzo del contante alla fine, mea culpa, non risolve il problema, perché non un limite ma è proprio il quantitativo di circolante che va ridotto. I dati ufficiali dicono chiaramente che quando la soglia fu ridotta da cinque a mille euro non ci fu alcune effetto sulla circolazione, che anzi aumentò, ovviamente per altre ragioni che non stiamo qui a elencare. Il contante è come in fiume dove le pietre in fondo al fiume rappresentano le sacche di evasione. Se il livello del fiume si riduce, se circola meno contante, si individuano meglio le pietre. Come? aumentano accettazione e attitudine all’uso della moneta elettronica. Non c’è altra soluzione. Da dire che anche in questo caso Boccadutri ha superato quella norma assurda che imponeva l’obbligo di accettare pagamenti elettronici solo sopra 30 euro, escludendo di fatto tutti i pagamenti di minore importo proprio che invece sono quelli in grado di far comprendere maggiormente la comodità e la velocità quando si utilizzano tecnologie contactless. Da allora in Italia, come in altri paesi, non è più impossibile pagare un cappuccino con la carta.

Ecco quindi che aziende e piattaforme di cultura e informazione si devono rimboccare la maniche e provvedere spediti perché ora la strada è spianata.

Da quando mi occupo di questo settore attraverso la costruzione di azioni collettive in grado di rivolgersi al consumatore per trasmettere valori del digitale e ostacoli del contante, ho incontrato diverse aziende disposte a lavorare ma anche molte ancora troppo ancorate a cifre di comunicazione vecchie e superate. Ora c’è l’opportunità di dare una spinta gentile collettiva a questo mercato, dimostrando alle persone che l’industry ha molto chiaro di avere una responsabilità storica e non solo un interesse commerciale, dimostrando di voler riacquistare quella reputazione ormai moribonda per colpa di un comportamento a volte feroce verso i consumatori.

Non c’è solo l’iniziativa privata sulla rampa di lancio, ma anche la PA. Il lavoro di Piacentini e AgID si sta facendo sentire, finalmente dopo anni di tanta boria e poca ricerca, grazie a questo nuovo #teamdigitale fatto di persone brillanti, stiamo cominciando a vedere una pubblica amministrazione più moderna, ma “c’è ancora tanto da fare” è obbligatorio, vediamo se sono in grado di dare una sferzata al Grande Carrozzone.

Noi comunicatori, ultimo anello della catena alimentare, siamo pronti e scalpitanti. Dopo anni a studiare un settore difficile, articolato e molte volte, diciamolo, palloso, ora possiamo dare davvero il nostro contributo perché senza consenso, la strada per il vero cambiamento rimarrà lunga e accidentata.